8 Marzo: il bello di essere donna

Se il 2020 sarà sicuramente ricordato per la pandemia che sta sconvolgendo il quotidiano incedere della popolazione mondiale, se pur in piena emergenza, non possiamo e non vogliamo accantonare quell’unico, assolutamente insufficiente, giorno dedicato all’universo femminile.

Certo non c’è niente da festeggiare oggi, ma neppure ieri o l’altro ieri. C’e’ “soltanto” da ricordarci la forza che questi esseri, ritenuti a torto fragili, hanno mostrato nel corso dei secoli. Qualcuno, non ricordo chi, scrisse che “il SACRIFICIO E’ DONNA”. Nel tempo infatti hanno subito ogni tipo di sopraffazione, di umiliazione, di violenza, fino all’estremo: la perdita della propria vita. Fenomeno quest’ultimo, causato da una specie inferiore, “l’uomo”, messo volutamente tra virgolette perché indegno di tale definizione. Meglio definirli mostriciattoli che mai si sono arresi all’emancipazione femminile. Emancipazione, purtroppo circoscritta ad una piccola parte del cosiddetto mondo civile.

Già, perché in molti paesi con i quali i nostri governi fanno affari, la DONNA è relegata ancora ad una condizione di schiavitù. Un oggetto da usare e maltrattare. Altro che favole dalle “Mille e una Notte”. Torture, ripudio, lapidazioni, infubulazioni e mille altri soprusi che oggi arrivano a noi, purtroppo lasciandoci indifferenti. Ecco è soprattutto a queste DONNE che noi dovremmo rivolgere un pensiero in questa giornate. Senza dimenticarci, mai delle nostre compagne, mogli, figlie, madri che hanno nel loro DNA quella forza ereditata dalle loro antenate, che di sofferenze e preoccupazioni, ansie e pestilenze, ne hanno avute ben donde.

Ecco perché soprattutto in un momento di estrema difficoltà quale stiamo vivendo, è ancor più giusto appoggiarsi a chi ha più forza, coraggio ed intelligenza, di noi poveri maschietti allo sbando. Qualcuno (dei non pochi credenti integralisti) avrà da obiettare che Dio creò prima l’uomo della donna. Ma vorrei lanciarmi in una interpretazione della Genesi molto personale: quando il Buon Dio, si rese conto delle troppe incapacità della Sua creatura nell’affrontare la vita, “prese da lui una costola (pensando forse che necessitasse di una stampella) è dette forma alla creatura più affascinante, inquietante e talvolta incomprensibile. La DONNA!!
A conti fatti, direi che è stata “una costola spesa bene”!

Il direttore di testata

Doady Giugliano

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