La microcriminalità ci ha recluso, di Doady Giugliano

E’ nuovamente allarme per i furti nelle case. Anche se, a dire il vero, l’allarme non è mai cessato.   I dati forniti dalle autorità competenti ci forniscono invece una situazione più tranquilla. Ma tutti sappiamo, non solo per sentito dire in quanto è difficile trovare un italiano che non abbia subito almeno una volta furti o rapine, che buona parte di queste “pratiche” perpetrate da bande organizzate, non vengono denunciate. Un atteggiamento dovuto alla rassegnazione che ormai coglie coloro che vedono violentata la propria casa (quando va bene!) privata non solo dei valori terreni ma anche e soprattutto di quegli oggetti che hanno contraddistinto i moment più significativi della nostra vita.  Non a caso, sono sempre più gli anziani a far le spese di questa violenza, proprio perché sono loro che dopo   una vita di sacrifici, in genere ( ovviamente non consideriamo i molti che sopravvivono con una pensione da fame) hanno conservato piccoli “tesori” dal valore più che altro affettivo. Una storia questa che sembra non aver mai fine, eppure ben sappiamo chi sono coloro che delinquono o quanto meno da dove provengono. La chiamano “microcriminalità”, un qualcosa a cui dare poca importanza, con la quale dobbiamo convivere, per coloro che esercitano la Giustizia, senza troppo clamore, senza troppo disturbare, senza reclamare, altrimenti diventiamo noi i cattivi. Tutto questo in nome di un BUONISMO che di fatto ha consentito il proliferare della delinquenza, che ormai ha preso il sopravvento perché impunita da chi non vuole punire per “ordini superiori” e/o per leggi inadeguate e non applicate.

Ai due anziani sposi in Valdera che hanno subito il furto a casa, per loro “fortuna” mentre erano a Messa , adesso non resta che piangere, per il resto dei loro giorni. Un pianto che secondo la legge karmica ricadrà sui delinquenti e su coloro che con troppa superficialità, vanificheranno la cattura da parte di Carabinieri e Polizia, assegnando condanne irrisorie e soprattutto a “piede libero”. Piede pronto a perpetrare la solita delinquenziale attività. Come rimediare a tutto questo? Trasformare la propria casa in un bunker, con filo spinato, sacchi di sabbia, mitragliatrici sui balconi, alta tensione sui tubi delle grondaie? Ovviamente è una provocazione, ma di sicuro, tra sbarre e sistemi d’allarme, non ci siamo ancora resi conto che noi italiani, siamo i veri reclusi in casa nostra, grazie ad una politica (con la p minuscola) protesa a giustificare, cioè a difendere i delinquenti, abbandonando il cittadini al loro destino.

Il direttore

@Doady Giugliano

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