Restaurato “l’Angelo annunciante” della Pieve di San Gennaro in Lucchesia attribuito a Leonardo Da Vinci

Il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha appena inaugurato il restauro dell’Angelo annunciante proveniente dalla Pieve di San Gennaro, nel Comune di Capannori in Lucchesia.
La scultura, fu attribuita a Leonardo Da Vinci (Bottega del Verrocchio), dal Professor Carlo Pedretti alla fine degli anni novanta.

Nel luglio del 1773, la statua subì un gravissimo danno a seguito di una caduta accidentale e si frantumò in numerosi pezzi, ricollocati con del gesso che servì anche come riempimento della parte interna dell’opera per renderla più stabile. Il primo e più difficile intervento del restauro è stato proprio quello di rimuovere il gesso.
Successivamente è stata affrontato lo studio, la rimozione e il ricollocamento della policromia originale dell’opera. L’operazione è stata molto complessa. Il ritocco pittorico è stato realizzato ad acquerello per consentirne la reversibilità.

La scultura è stata portata nel laboratorio dell’Opificio il 5 ottobre 2018 e il recupero è durato meno di un anno, convalidando la richiesta del committente, che voleva vedere il lavoro completato entro il 2019, anno dedicato alla celebrazione del centenario per la morte di Leonardo Da Vinci.

Il finanziatore russo del restauro, titolare del centro espositivo LEO-LEV di Vinci con il coordinamento del progetto arch. Oreste Ruggero, ha voluto che fosse realizzata anche una copia fedele dell’angelo a grandezza naturale, in terracotta. La scultura sulla base di un rilievo virtuale, è stata stampata in 3D e grazie a questa metodologia è stato possibile ricostruirla.

Per il rifacimento della colorazione originale della copia, sono state studiate le antiche ricette dei vari strati di colore della policromia quattrocentesca, partendo dalla preparazione fino alle dorature.

I colori finali, hanno un grande impatto al quale non siamo abituati, ma bisogna considerare che in passato gli arredi sacri erano immersi nella semi-oscurità delle chiese, illuminati soltanto dalla fioca luce delle candele o delle lampade ad olio, per cui la percezione del colore originale molto sgargiante, doveva risultare attenuata.

“Sia la scultura originale che la copia, si trovano al museo dell’Opificio delle Pietre Dure fino al 27 settembre 2019.
L’alta sorveglianza è stata della Soprintendenza di Lucca nella persona di Ilaria Boncompagni”

 

Un articolo redatto da Cecilia Lascialfari

 

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