Turismo Slow per Pisa e provincia, territorio dalle mille ricchezze

La posizione di grande privilegio paesaggistico, alla foce dell’Arno, con alle spalle una corona di dolci colline, costituisce gran parte del fascino di Pisa e del suo territorio, in grado di attrarre personalità di spicco e scrittori anche in un’epoca, come l’inizio dell’ottocento, in cui gli splendori dell’antica repubblica marinara erano assai lontani e si respirava non certo il fermento dei caffè e delle accademie fiorentine ma l’aria tranquilla della piccola provincia. Giacomo Leopardi, che a Pisa compose alcuni dei suoi più noti idilli, tra cui A Silvia, ha lasciato una breve e poetica descrizione dell’atmosfera che qui si ritrovava: (,Questo lungarno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico che innamora: non ho veduto niente di simile né a Firenze, né a Milano, né a Roma e veramente non so se in tutta Europa si trovino molte vedute di questa sorta. Più di un secolo dopo l’architetto francese Le Corbusier, nel corso di un personalissimo Gran Tour, esprimeva il trascolorare della luce sui marmi del Duomo e del Battistero, consegnandoci una specie di cartolina ancora impregnata di gusto impressionista, ispirata all’armonia tra il segno dell’uomo e l’evento naturale e atmosferico. Grazie alla varietà del territorio, la ricchezza di fiumi e torrenti, la fertilità delle aree coltivate, l’importanza delle vicende storiche, la provincia di Pisa si presenta al turista come una tra le più interessanti di una regione, la Toscana, di per sé considerata meta privilegiata dai viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Note che suonano a feta quelle pubblicate dalla Provincia che così descrivava un territorio ricco di tanta attrattiva. A Pisa si torna a parlare di turismo per la città, per l’area di Volterra e Valdera. Martedì 7 Maggio è il giorno giusto, con un partner d’eccezione: Confesercenti.

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